Categorie
letture critiche del tempo presente

UN GRANDE SIMBOLO DELLA FRATELLANZA EBRAICO-CRISTIANA

Pochi hanno sentito parlare della Bibbia del LXX, o “Septuaginta”, e quasi nessuno è più consapevole della sua immensa importanza sia storico-culturale, sia religiosa. Riconoscere e recuperare il valore della LXX servirebbe anche alla causa di una vera amicizia ebraico-cristiana.
Si tratta della traduzione in greco della Bibbia ebraica, che fu realizzata prima dell’epoca cristiana nell’Egitto dei Tolomei, a uso dei tantissimi ebrei della diaspora (la maggior parte degli ebrei vivevano infatti fuori dalla Giudea e da Gerusalemme, ben prima che la repressione dei Romani li cacciasse con la forza), i quali parlavano il greco e molto spesso conoscevano poco e male l’ebraico.

Le origini di questa traduzione greca sono leggendarie.
Secondo la cosiddetta Lettera di Aristea, in realtà pseudo-epigrafica, il re d’Egitto Tolomeo Filadelfo (285-247 a.e.v..) avrebbe invitato settantadue sapienti di Gerusalemme ad Alessandria (sei per ognuna delle dodici tribù d’Israele), affinché traducessero la Torah dall’ebraico in greco. I settantadue dotti si misero al lavoro sull’isola di Faro e portarono a termine la traduzione in soli 72 giorni. Più che irreale, il numero ricorrente di 72 ha un valore simbolico, in quanto è un multiplo di dodici.

La leggenda si arricchì in seguito di altri elementi: i settantadue avrebbero lavorato separatamente ma alla fine sarebbero prodigiosamente pervenuti a una traduzione perfettamente simile, parola per parola, a conferma del fatto che il loro lavoro era ispirato da Dio.

A prescindere dagli elementi leggendari e miracolistici, vi sono alcuni dati storici sicuri e importanti. E’ probabile che la LXX, o almeno la traduzione dei primi cinque libri della Bibbia ebraica (Torah/Pentateuco) risalga effettivamente al III secolo a.e.v.. Nel secolo successivo, questa traduzione greca conobbe una grande diffusione, acquisì assoluta autorevolezza e fu anche completata con la traduzione di altri libri – Profeti e Salmi. Che si credesse o meno alla citata leggenda, ciò che è sicuro è che la Bibbia dei LXX fu considerata Sacra Scrittura nell’ebraismo dell’epoca e tale la considerarono anche i cristiani, in particolare gli autori del Nuovo Testamento. Tutti quanti, a cominciare da Paolo, usavano il testo della LXX e non il testo ebraico nelle loro numerosissime citazioni delle Scritture ebraiche (la Bibbia ebraica, che poi sarebbe stata chiamata Antico Testamento era la sola Sacra Scrittura per Gesù, Paolo, gli apostoli, gli evangelisti), nelle loro tante citazioni dai Salmi e da Isaia ed anche dal Pentateuco e da altri profeti. Il che significa che tanti versetti significativi del Nuovo Testamento rimandano alla LXX (per citazione testuale o per riferimento indiretto) e che l’interpretazione che dà Paolo di Cristo e della Torah (Legge) è costruita sulla base di questa Bibbia.

A un certo punto, però, la LXX conobbe una sorta di eclisse, sia nel mondo ebraico che in quello cristiano. E ciò accadde proprio quando il cristianesimo si staccò dall’alveo giudaico in cui era nato e chiesa e sinagoga cominciarono a combattersi come due religioni diverse. Fu innanzitutto il giudaismo rabbinico – quello che nei secoli successivi e fino ad oggi si sarebbe chiamato ebraismo tout court, a disconoscere la LXX come testo ispirato e quindi sacro e ciò anche e soprattutto per il fatto che il cristianesimo orientale, di lingua greca, l’aveva adottata. Successivamente, la LXX fu eclissata anche in Occidente dal testo latino di San Girolamo, la famosa Vulgata. Occorre sottolineare che Girolamo tradusse in latino dal testo ebraico e non da quello greco, con una scelta che certamente risulta ben comprensibile nella nostra ottica moderna, ma probabilmente con motivazioni che non erano solo filologiche, ma che rispondevano alla tendenza dei Padri della Chiesa di “appropriarsi” della Scrittura ebraica, divenuta “Antico Testamento”. Fece tuttavia una eccezione per il Salterio: i Salmi furono tradotti in latino proprio dal testo della Septuaginta.

Ben presto, la cultura occidentale cristiana avrebbe dimenticato il greco (e quindi anche la LXX) che sarebbe stato recuperato solo dagli umanisti (insieme all’ebraico). Ma intanto si sarebbero affermate in mezza Europa, quella protestante, le traduzioni nelle varie lingue volgari, mentre la Chiesa cattolica avrebbe mantenuto la Vulgata fino al Concilio Vaticano II e solo alcune piccole Chiese d’Oriente avrebbero mantenuto la traduzione greca della LXX.

Fino ad oggi, la circolazione di questa traduzione è rimasta limitata alla cerchia dei biblisti e certamente la conoscenza sempre meno diffusa del greco antico – con la crisi dei licei classici – rende oggi impensabile una diffusione paragonabile a quella che essa conobbe nei secoli a cavallo della nascita di Cristo.

Una traduzione della Bibbia ebraica, dell’Antico o Primo Testamento in italiano e in altre lingue volgari condotta sul testo della Septuaginta sarebbe una traduzione della traduzione e come tale uno “scandalo” per il filologo, ma oltre alla bellezza che spesso i versetti della LXX possiedono e che risuonerebbe in qualche modo nelle lingue moderne, avrebbe soprattutto il merito di portare l’attenzione su un testo che per un certo tempo fu condiviso da ebrei e cristiani (da coloro che sarebbero diventati rispettivamente ebrei e cristiani), un testo che mostra come il cristianesimo sia nato nel giudaismo, come una sua corrente, e che è stato dimenticato nel momento della terribile rottura fra giudaismo rabbinico e cristianesimo.

La LXX merita di essere riconosciuta come un grande simbolo della fratellanza ebraico-cristiana.

Questo blog richiede un lavoro di studio e di ricerca per mantenere un adeguato livello di serietà. Il sito ha anche dei notevoli costi fissi. Se apprezzi i contenuti che propongo offri una donazione

  • con bonifico bancario sul conto IT 13 R 05387 15100 000000217060 intestato a Angelo Michele Imbriani (causale: DONAZIONE)

con carta di credito, cliccando sul link a paypal oppure su “Donazione” e selezionando uno dei pulsanti che appariranno con l’importo che vuoi donare.

https://www.paypal.com/donate?hosted_button_id=S8NRRANRKDMUN