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LA MANIPOLAZIONE DI UNA PANDEMIA

Il grande problema del “complottismo” è che inseguendo cospirazioni globali, planetarie, apocalittiche, e del tutto immaginarie, trascura regolarmente i “complotti” reali, che sono ben più circoscritti, fallibili, incerti e non hanno un grande potere di fascinazione, ma che condizionano effettivamente la storia e l’esistenza degli uomini. Di più, il “complottismo”, che finisce per screditare, delegittimare, ridicolizzare qualunque critica al “sistema”, fa proprio il gioco del “sistema”, perché gli consente di mascherare i suddetti complotti reali.

È così passata regolarmente inosservata l’inchiesta condotta per sette mesi, nel 2022,  da una equipe giornalistica del “Politico”, rivista statunitense con sedi in Europa, e del quotidiano tedesco Die Welt, sull’azione sistematica di lobbying con la quale un gruppo di organizzazioni non governative che fanno capo, direttamente o indirettamente, a Bill Gates hanno condizionato la risposta politica alla pandemia dei principali governi del mondo.  

“Mentre si stava ancora discutendo sulla gravità della pandemia e sulle risposte da dare”, si legge nell’inchiesta, “questi gruppi avevano già deciso la strategia vaccinale, identificato i potenziali produttori di vaccini e effettuato investimenti mirati nello sviluppo di test, trattamenti e iniezioni”. E hanno poi usato il loro potere nell’OMS per definire un ambizioso piano mondiale di vaccinazione destinato ai paesi “svantaggiati” (in nome dell’”equità”), anche se poi questo piano non sarebbe riuscito a mantenere le sue promesse originali.

Queste quattro organizzazioni avevano già lavorato insieme in passato. La più grande e potente è – l’avrete già immaginato – la Bill & Melinda Gates Foundation. La seconda è Gavi, l’organizzazione globale per i vaccini di cui lo stesso Gates è stato promotore. C’è poi il Wellcome Trust, una fondazione di ricerca britannica, nata nel 1936, che è per dotazione il secondo ente di beneficenza del mondo e che aveva già lavorato con la Gates Foundation negli anni precedenti. Infine, troviamo la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, o CEPI, il gruppo internazionale di ricerca e sviluppo di vaccini che Gates e Wellcome hanno entrambi contribuito a creare nel 2017.

In sintesi, le quattro organizzazioni hanno donato 1,4 miliardi di dollari all’Organizzazione Mondiale della Sanità, per poi contribuire a varare il piano di vaccinazione globale della stessa Oms, un piano che non è riuscito a raggiungere gli obiettivi dichiarati (i paesi a basso reddito sono rimasti comunque senza vaccini).

I leader delle quattro organizzazioni hanno avuto un accesso senza precedenti ai più alti livelli di governo, spendendo almeno 8,3 milioni di dollari per fare pressioni su legislatori e funzionari negli Stati Uniti e in Europa.

Funzionari degli Stati Uniti, dell’UE e rappresentanti dell’OMS sono entrati nel giro di queste quattro organizzazioni come loro dipendenti, aiutandoli a consolidare i loro legami politici e finanziari a Washington e Bruxelles.

E puntualmente i governi degli Stati Uniti e dell’Europa hanno offerto il proprio sostegno ai quattro gruppi.

L’indagine Politico-Welt, si è basata su una cinquantina di interviste con funzionari governativi e delle agenzie sanitarie, statunitensi ed europei, e ha ricostruito il percorso attraverso il quale la risposta internazionale alla pandemia è passata dalla responsabilità decisionale dei governi a un gruppo di interessi privato formato da esperti non governativi, ricostruendo dettagliatamente le connessioni finanziarie e politiche che hanno consentito di influenzare i più alti livelli del governo degli Stati Uniti, della Commissione europea e dell’OMS. Inoltre, Politico e Die Welt hanno esaminato i verbali delle riunioni, nonché migliaia di pagine di informative finanziarie e documenti fiscali.

Il rapporto cita il significativo giudizio di Lawrence Gostin, docente della Georgetown University, specializzato in diritto della salute pubblica: «Penso che dovremmo essere profondamente preoccupati. In parole povere, i soldi comprano influenza. E questo è il peggior tipo di influenza. Non solo perché è denaro, anche se questo è importante, perché il denaro non dovrebbe dettare la politica, ma anche perché è un accesso preferenziale, a porte chiuse». Un tale potere, continua Gostin, anche se spinto da buone intenzioni e competenze, è «antidemocratico, perché è straordinariamente non trasparente e opaco».

Un ruolo cruciale nell’ascesa di queste organizzazioni è stato svolto dall’OMS. Tutte avevano legami di lunga data con l’organismo sanitario globale. Nei consigli di CEPI e Gavi siede un rappresentante dell’OMS. C’è inoltre una sorta di “porta girevole” tra questi gruppi e l’OMS: ex dipendenti dell’OMS ora lavorano alla Gates Foundation e al CEPI. L’influenza di queste organizzazioni private sull’OMS deriva innanzitutto e semplicemente dal denaro. Dall’inizio della pandemia nel 2020, la Gates Foundation, Gavi e il Wellcome Trust hanno donato collettivamente più di 1,4 miliardi di dollari all’OMS, un importo significativamente maggiore rispetto alla maggior parte degli altri stati membri ufficiali, inclusi gli Stati Uniti e la Commissione europea, secondo i dati forniti dall’OMS stessa. «Devi considerare che quando hai a che fare con la Gates Foundation, è quasi come se avessi a che fare con una potenza statale di primo piano», ha dichiarato un ex alto funzionario sanitario statunitense.

I conflitti di interessi non potrebbero essere più evidenti.

In questo modo, i quattro gruppi sono riusciti a promuovere un’iniziativa nota come Access to Covid-19 Tools Accelerator, o ACT-A, incentrata sulla fornitura di test, di tratttamenti e di dosi di vaccino ai paesi a reddito medio-basso. A sostegno della iniziativa è stato costituito COVAX, un consorzio speciale gestito da Gavi, CEPI e UNICEF.

Ma ACT-A hanno mancato i suoi obiettivi di consegna per il 2021 su tutti e tre i fronti: test, distribuzione del vaccino e trattamenti, secondo un report indipendente di Dalberg Global Development Advisors, una società di consulenza politica con sede a New York.

COVAX aveva fissato l’obiettivo di fornire 2 miliardi di dosi di vaccino entro la fine del 2021. Entro settembre di quell’anno, aveva però distribuito solo 319 milioni di dosi. Ad agosto 2022, solo il 20% circa degli africani era vaccinato. La colpa, secondo i responsabili dei quattro gruppi, è dei governi occidentali, lenti nel fornire le dosi.

L’indagine POLITICO e WELT ha evidenziato come i finanziamenti che dovrebbero essere gestiti da ACT-A – 23 miliardi di dollari in totale – siano invece andati direttamente alle organizzazioni coinvolte nell’iniziativa, come Gavi e CEPI. È comunque arduo capire esattamente dove sia andato a finire tutto il denaro. Sulla base del database di ciascuna organizzazione, non è infatti possibile stabilire come i quattro gruppi abbiano speso i soldi raccolti attraverso ACT-A.

Secondo il tracciato dei finanziamenti, dei 23 miliardi di dollari raccolti da ACT-A e dalle sue agenzie riceventi, tra cui Gavi e CEPI, solo 2,2 miliardi di dollari sono andati al rafforzamento dei sistemi sanitari dei paesi poveri.

I responsabili delle quattro agenzie private lamentano lentezze burocratiche per giustificare la cosa.

Sta di fatto che, senza prendere atto del fallimento del piano, come leggiamo nel report, «ora i quattro gruppi stanno già spendendo milioni di dollari per fare pressioni su Stati Uniti e UE affinché accettino le loro priorità per la prossima pandemia» E queste priorità sono sempre il rafforzamento dei sistemi sanitari locali e l’investimento nella ricerca per «vaccini di prossima generazione» e per «espandere le reti di sorveglianza in tutto il mondo».

“Nessuno sta effettivamente tenendo conto di questi attori”, ha affermato Sophie Harman, docente di politica internazionale alla Queen Mary University di Londra. Eppure “sono quelli che stanno davvero modellando la nostra capacità di rispondere alle pandemie”.

Ciò che ho riferito è solo quanto si legge nell’introduzione dell’inchiesta: nelle prossime puntate ne percorreremo i vari capitoli per enuclearne gli elementi più nuovi e significativi. Intanto, si sta già delineando il quadro generale.

All’inizio della cosiddetta pandemia, quando i governi erano ancora incerti sul da farsi, quattro organizzazione private, emanazione di Bill Gates o sue partner, avevano già le idee molto chiare: investivano sulla produzione di vaccini e sulla loro distribuzione planetaria; intraprendevano un’azione sistematica di lobbying presso i governi – USA e UE; finanziavano l’Oms per poi promuovere un piano di screening e vaccinazione dei paesi a reddito medio-basso; formavano una sorta di consorzio che riceveva finanziamenti per 23 miliardi di dollari. Il piano però era un sostanziale fallimento, perché gli obiettivi dichiarati non erano raggiunti e solo il 10% del budget veniva speso per i paesi disagiati; non è possibile stabilire a chi siano andati i restanti fondi (oltre 20 milioni di dollari); come sappiamo la vaccinazione nei paesi a reddito medio-alto – ossia gli stessi paesi UE e gli Usa – riscontrava invece altissime adesioni.

In sostanza, pare che Bill Gates &Co. abbiano fatto lauti profitti e abbiano imposto un certo tipo di risposta alla pandemia, risposta incentrata essenzialmente sulla vaccinazione, con una azione di influenza per nulla trasparente, avvalendosi di palesi conflitti di interesse e di fatto sovrapponendosi ai governi nella gestione della politica pandemica.

E tutto questo con la filantropica motivazione di salvare i paesi “fragili”, che non sono stati poi “salvati”.

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