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letture critiche del tempo presente

CHI HA VERAMENTE UCCISO BORSELLINO


Per molti anni ho cercato di capire chi ci fosse, oltre alla mafia, dietro al tritolo di via d’Amelio. Sono stato un avido lettore di libri e articoli di inchiesta, sulle stragi del 1992, come su Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, strage di Bologna, Ustica (la strage del treno di Natale del 1984 no, perchè è l’unica di cui si sia perduta anche la memoria). Infine sono arrivato a due conclusioni.
La prima è che la verità giudiziaria su via D’Amelio e Capaci non sarà mai raggiunta, come non è stata mai raggiunta per le altre stragi.
La seconda è che invece la verità politica e civile è già chiara. Borsellino e Falcone sono stati trucidati dalla Nazione italiana. Borsellino e Falcone non erano eroi, ma erano semplicemente due magistrati, che facevano il loro lavoro di magistrati senza scendere a quei compromessi che avrebbero tolto loro l’autentica qualità di magistrati e con essa l’onore, la stessa qualità di uomini. Sono stati respinti come corpi estranei in una reazione di rigetto da una Nazione dove invece il compromesso è la regola e il senso dell’onore sconosciuto. Persone come loro turbano il “quieto vivere” della grande maggioranza, rischiano di risvegliare coscienze che vogliono continuare a dormire. Persone come loro vanno bene a questo paese solo da morti, celebrati come “eroi” e quindi come esempi ammirevoli, ma irraggiungibili e impraticabili per le “persone comuni”; irraggiungibili e impraticabili per tutti quelli che possono così continuare con i loro accomodamenti quotidiani, trincerandosi dietro le frasi fatte – tipo “non tutti possiamo essere eroi”, “non tutti se lo possono permettere” – ogni volta che dovrebbero semplicemente fare il loro dovere, ogni volta che dovrebbero fare semplicemente ciò che il loro ruolo sociale e civile imporrebbe.
Questa Nazione ha rigettato Borsellino, come rigetta – senza tritolo, perchè il tritolo costa – tutti quei “matti” che pensano che un magistrato debba fare veramente, ossia onorevolmente, il magistrato, un medico debba fare veramente, ossia onorevolmente, il medico, un docente debba fare veramente, ossia onorevolmente, il docente.